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1420
ca.
Nasce a Firenze da famiglia toscana
Benozzo di Lese, più noto con l’appellativo di Benozzo
Gozzoli, datogli dal Vasari nella seconda edizione delle
Vite (1568). Dai documenti risulta che il nonno era un
cardatore di lana e il padre un sarto.
Incerti sono gli esordi della formazione professionale di
Benozzo e sconosciuta è la data in cui si iscrive alla
Corporazione dei Pittori. Molti studiosi hanno accettato la
tesi del Vasari secondo la quale Benozzo fu “discepolo
dell’Angelico Fra’ Giovanni”.
Benozzo cresce dal punto di vista professionale in un’epoca
fondamentale per lo sviluppo dell’arte e della storia
fiorentina. Negli anni tra il 1430 e il 1440 lavoravano a
Firenze i pittori più noti e creativi: Fra’ Angelico, Filippo
Lippi, Paolo Uccello, Domenico Veneziano e Piero della
Francesca.
1438
Viene affidata a Fra’ Angelico la
decorazione della chiesa e del convento di San Marco a Firenze
secondo il programma iconografico dell’ordine francescano che
esemplifica con scene della Passione il concetto di Cristo
come esempio di vita per il monaco. E’ questo per Benozzo
l’avvio del connubio professionale con il maestro, durato per
oltre un decennio. Il ruolo di Benozzo nell’esecuzione degli
affreschi, iniziato gradualmente, cresce nel tempo.
1444-1447
Benozzo si impegna a lavorare con
Lorenzo e Vittorio Ghiberti alla Porta del Paradiso del
Battistero di Firenze.
1447-1450 ca.
Benozzo è primo collaboratore e socio
dell’Angelico, convocato a Roma da papa Eugenio IV che gli
commissiona gli affreschi della Cappella di San Pietro, ora
perduti. A questi segue la decorazione della Cappella di
papa Niccolò V, nei Palazzi Vaticani, con scene della
vita dei protomartiri Stefano e Lorenzo.
1449
Benozzo termina gli affreschi delle
volte della Cappella di San Brizio nella cattedrale di
Orvieto, con il tema del Giudizio Universale, e
conclude il suo sodalizio con l’Angelico.
1450
Benozzo si trasferisce in Umbria, dove i suoi committenti
principali sono i Francescani di cui interpreta la
straordinaria eredità artistica e spirituale. Decorazione del
monastero di San Fortunato a Montefalco.
1452
Ancora a Montefalco, Benozzo
lavora nella chiesa di San Francesco (Cappella di San
Gerolamo e affreschi con Storie della vita di San
Francesco nella tribuna). Gli affreschi sono commissionati
da un colto committente, teologo e predicatore “Fra’ Jacopo da
Montefalco dell’ordine dei Frati Minori”. Il tema degli
affreschi di Montefalco è il leit motiv dell’ordine dei
teologi Franciscus alter Christus secondo la Legenda
Maior di Bonaventura.
1453
Ciclo pittorico della Vita di Santa Rosa, ora perduto,
nella chiesa delle Clarisse a Viterbo. Di questi affreschi,
distrutti nel 1632, rimangono alcuni schizzi di Benozzo
Gozzoli e i disegni di Francesco Sabatini.
1456
Viene eseguita la Madonna dell’Umiltà
con Santi, nota come Pala della Sapienza Nuova, per
il Collegio di San Gerolamo a Perugia. |
1458
Alla sfarzosa cerimonia per la
nomina di papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) viene chiamato
Benozzo Gozzoli per preparare apparati, stendardi e bandiere.
1459-1463
Benozzo lavora a Firenze.
1459
Su incarico di Cosimo inizia la
decorazione della Cappella in Palazzo Medici con il
Viaggio dei Magi,. Fin dalla sua costruzione, la Cappella,
luogo dalla duplice funzione di preghiera e di sala per le
visite, è ammirata per l’incomparabile bellezza dovuta
certamente agli straordinari affreschi di Benozzo.
Qui i Medici con i loro alleati e seguaci sono raffigurati in
un corteo scenografico collocato in un paesaggio reale e
fantastico al tempo stesso, agghindati come i Magi e il loro
seguito nell’atto di approssimarsi all’altare. Nel corteo
l’artista si ritrae per ben due volte. Per spirito, stile e
tecnica questi straordinari affreschi possiedono una
magnificenza che non ha precedenti.
1460
Matrimonio con Maddalena di Luca di
Iacopo di Cione, figlia di un mercante di tessuti, dalla quale
nasceranno nove figli, tra i quali Francesco e Alesso,
divenuti artisti.
1461
Viene commissionata la Pala della
Purificazione dalla Compagnia della Purificazione, una
Confraternita intimamente legata alla famiglia dei Medici.
1467
Benozzo è a San Gimignano dove nella
chiesa di Sant’Agostino affresca l’unico ciclo conosciuto
della Vita del Santo nell’arte del Rinascimento
toscano. Per la fine della pestilenza (1464) che imperversa
sulla cittadina dipinge due immagini di San Sebastiano.
1468-1494
La collaborazione con l’Opera della cattedrale di Pisa dura
per più di sedici anni. Dall’inizio dei lavori nel
Camposanto, terminati nel 1484, fino al 1495 Benozzo fa di
Pisa la sua residenza e il centro della sua attività. Per
tutti questi anni il prolifico maestro dirige una bottega che
esegue un grande numero di opere (pale d’altare, affreschi,
tabernacoli stradali e gonfaloni) per la città e i suoi
dintorni. Del monumentale ciclo pittorico con scene dell’Antico
Testamento, affrescato sulle pareti del Camposanto, non
rimane oggi quasi più traccia soprattutto a causa della
tecnica usata, una combinazione di fresco e tempera, e dei
bombardamenti del 1944.
1495
La partenza da Pisa, conquistata dai
Francesi, è dettata da motivi politici.
1495-1497
Probabilmente Benozzo torna a Firenze e
poi a Pistoia dove, nella Sala Ghibellina del Palazzo Comunale
lascia la sua ultima opera, la sinopia per la Maestà.
Muore il 4 ottobre del
1497
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